Per iniziare una relazione di successo con un partner cinese è fondamentale esprimere interesse, disponibilità e apertura. Si tratta di un atteggiamento positivo che passa anche attraverso la possibilità di presentare una brochure in lingua cinese, ed è proprio questa la prima regola del nostro decalogo per il mercato cinese.

Molte aziende scelgono di presentarsi con materiale in lingua inglese, ma una persona cinese che non parla correttamente l’inglese ha la stessa percezione delle lettere latine che gli occidentali hanno dei caratteri cinesi. La questione diventa più complessa nel caso della lingua italiana, che suona a uno straniero esattamente come il cinese suona a noi: in modo del tutto incomprensibile.

Quindi, non avere materiale promozionale in cinese equivale a non averne affatto.

 

Come gestire le traduzioni in cinese

Un errore comune è quello di prendere i materiali in lingua italiana e di inviarli a un traduttore generico, che spesso non ha una conoscenza specifica dell’industria del vino. Il risultato rischia di essere una traduzione incomprensibile o peggio con accezioni negative, che comunica all’interlocutore cinese: “non mi interessa parlare con te”.

L’importanza di un traduttore specializzato deriva dal fatto che la lingua cinese è molto complessa e una semplice traduzione letterale non è sufficiente: i caratteri devono essere interpretati e tradotti per ottenere il messaggio che si desidera trasmettere. La questione diventa ancora più complessa quando bisogna tradurre nomi di aziende, uvaggi o vini stranieri.

Ecco alcune delle criticità più frequenti, nella traduzione in cinese:

  • il cinese non prevede l’utilizzo di lettere alfabetiche, ogni carattere corrisponde ad almeno una parola in italiano, spesso a molte parole;
  • la lingua cinese contiene innumerevoli casi di omofonia, quindi lo stesso suono può avere diversi significati;
  • in cinese ogni nome trasmette un’identità e porta con sé un significato specifico. Non esistono nomi o parole prive di significato, come succede invece in italiano con i nomi “Giulia” o “Marco”.

Un altro errore comune è quello di tradurre i nomi stranieri solo dal punto di visto fonetico, senza pensare al significato che si nasconde dietro ogni suono, applicando la logica delle lingue alfabetiche.

Non si può infatti ignorare il significato grafico dei caratteri, utilizzandoli solo per il loro suono e attribuendo ai nomi significati incomprensibili o appunto negativi dal punto di vista culturale cinese.

Quindi ricordate: ogni traduzione di nomi stranieri, sia esso il nome di un’azienda piuttosto che il nome di un uvaggio o di un vino, richiede uno studio di significato e l’utilizzo di professionisti in grado di interpretare e tradurre quel significato.

 

Un esempio di buona traduzione cinese

Un esempio calzante ci viene dato dalla rinomata cantina australiana Penfolds. Il nome “Penfolds” cinese è reso con 奔 富 che si legge “benfu”, con la prima parola 奔 “ben” che significa “marcia” e la seconda parola 富 che significa “ricchezza” ma anche “fortuna”. Quindi 奔 富 significa “marcia verso la ricchezza” e contiene anche il concetto di “marcia verso la fortuna”, attribuendo al marchio un nome con un significato chiaro e di connotazione positiva per il consumatore cinese.

Un ultimo consiglio: non dimenticate mai di registrare il vostro marchio in lingua cinese oltre a quello in lingua originale (inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo, ecc.). La mancata registrazione del titolo cinese ha costretto aziende come Lafite e Castel a intraprendere lunghe cause legali con un certo numero di società locali cinesi.