La legge della domanda e dell’offerta è alla base di ogni mercato e la Cina non è da meno.

La sesta regola del decalogo del mercato cinese è tenere presente che la domanda del mercato cinese non corrisponde alla domanda del mercato internazionale, e di conseguenza chiedersi se il proprio prodotto è di interesse per il consumatore cinese.

Analizziamo di seguito alcune variabili da tenere in considerazione.

 

Il mercato del vino in Cina

È importante analizzare, ad esempio, la richiesta di vino nel mercato cinese. È diffusa l’idea che il consumatore cinese non abbia nessuna conoscenza o interesse per il vino, in particolare per il vino italiano. Questo fatto è stato vero fino a poco tempo fa, quando il consumo di vino cinese era limitato ad alcuni vini nazionali, che nessuno si era impegnato a esportare, e ad un piccolo numero di rossi francesi che servivano ad ubriacare una élite politica nelle città di primo livello come Shanghai.

A tale proposito, vogliamo sfatare un mito: il consumo di vino non è un concetto totalmente nuovo in Cina, dove in realtà la viticoltura è stata introdotta almeno dalla fine del XIX secolo, alla fine della dinastia Qing. Nonostante ciò, i tassi di consumo di vino nella popolazione rimangono bassi: si valuta che circa l’1% della popolazione cinese consumi vino, rispetto a circa il 6% a livello mondiale.

Un altro mito da sfatare è che i consumi di vino in Cina siano esclusivamente di vino rosso: negli ultimi anni si è sviluppata una tendenza ai consumi di vini bianchi e spumanti nelle città di primo livello, quindi non è da escludere che lo stesso avvenga presto nel resto del Paese.

Le cose stanno cambiando rapidamente e, nonostante i bevitori cinesi di vino restino una piccola minoranza della popolazione, in un mercato così vasto anche un piccolo cambiamento nei gusti dei consumatori ha un grande effetto sui commerci internazionali del vino.

Un esempio di come le cose possono cambiare rapidamente si è avuto nel 2012 con il giro di vite sulla corruzione imposta dal partito, che ha reso impopolare e socialmente inaccettabile vendere o importare vini di lusso, in particolare se l’acquirente è un alto funzionario del governo. La nuova politica ha generato una diminuzione di consumo di vini “trofeo” di regioni francesi ben rispettate come Bordeaux e Borgogna, bevute dall’élite metropolitana.

Allo stesso tempo, sta emergendo un mercato per le bottiglie di prezzo medio, provenienti da una più ampia gamma di regioni produttrici di vino, non solo dalla Francia. Tale tendenza è un altro segno dell’interesse del consumatore cinese ad allargare i propri orizzonti vinicoli e dimostrare sofisticazione.

 

I nuovi target

I produttori di vino di tutto il mondo stanno rispondendo alla crescente domanda cinese di vino. Ciò include alcuni Paesi che sono abbastanza nuovi per la produzione e l’esportazione di vini.

È il caso del Brasile, tradizionalmente non conosciuto come un produttore di vino, che considera la Cina il suo principale mercato di esportazione (il Regno Unito è il suo secondo mercato più grande). L’Australia ha aumentato le esportazioni esponenzialmente, anche grazie ad accordi politici che li favoriscono sulla tassazione.

In un mercato ancora dominato dalla Francia e dalla lotta di prezzo imposta dai vini provenienti da Australia e Cile, l’approccio migliore è quello di diversificare i consumatori: attuare una strategia incentrata sulla vendita di vini a prezzi medi nelle città di secondo livello. Il target dovrebbe essere rappresentato dai nuovi bevitori di vino della classe media piuttosto che dalla piccola élite delle città di primo livello, che sono già sature e di difficile entrata.

 

L’evoluzione del gusto dei consumatori

Un’altra questione da affrontare è il gusto dei consumatori.

Le abitudini di consumo sono cambiate in Cina. I consumatori cinesi stanno progressivamente cercando di emulare le abitudini alimentari occidentali. Infatti, il vino viene sempre più spesso bevuto durante banchetti, cerimonie ufficiali e feste. Il vino è diventato anche molto popolare come regalo per il capodanno cinese e il festival di metà autunno. In altre parole, il vino soddisfa le esigenze della cultura cinese e delle classi medie per godere al meglio delle occasioni di scambio sociale.

Inoltre, la nuova generazione di Millennials cinesi imita sempre di più le abitudini alimentari occidentali. I club di degustazione di vino sono diventati popolari nelle città di primo livello come Pechino, Shanghai e Shenzhen. È diventato anche più facile trovare negozi specializzati nella vendita di vino nelle città di primo e secondo livello.

Nonostante questo cambiamento, è importante riconoscere che i consumatori cinesi hanno gusti diversi da quelli occidentali. Ai cinesi piacciono vini più amabili, con residui zuccherini alti e di facile beva. L’educazione e la comunicazione sono l’unica chiave di volta per “abituare” il palato cinese ai vini italiani, spesso percepiti come troppo tannici o troppo acidi.